Maledetta sfortuna

Il surreale comunicato del Sindaco sulla mancata bandiera blu… e sui rifiuti

cassonetti rifiuti

Non si può non rimanere sbigottiti di fronte al comunicato del sindaco Emilio Romani sulla questione “bandiera blu” a Monopoli, nel quale si intende scaricare su altri soggetti istituzionali le proprie responsabilità in tema di raccolta dei rifiuti, la quale, a sua volta, avrebbe determinato il mancato ottenimento del riconoscimento della Fondazione Fee.
Partiamo dalla coda: la raccolta differenziata porta a porta sarebbe già dovuta partire a Monopoli da molto tempo e non solo per permettere alla città di ottenere altre “bandiere blu” ma, soprattutto, per ridare alla città una dignità e un decoro che oggi, con le percentuali ridicole di cui dispone, non ha. E, inoltre, per evitare che ulteriori aggravi, derivanti dall’aumento dell’ecotassa, vengano presto a ricadere sulle spalle dei cittadini.
Precisiamo, inoltre, che Monopoli non era un Comune qualunque di una vastissima ARO (Ambito di Raccolta Ottimale), ma il Comune capofila di una ARO (la BA_8 appunto) formata da soli quattro comuni (Monopoli, Polignano a Mare, Conversano e Mola di Bari), di cui l’unico Comune interessato a muoversi con una certa fretta per risolvere i propri problemi contrattuali… era proprio Monopoli!
Che avrebbe dovuto, dunque, spingere il tavolo e proporre le soluzioni ideali per affrontare la questione in modo rapido ed efficace. Non a caso, a capo dell’ARO, era stato posto l’ing. Pompeo Colacicco, allora dirigente del Comune di Monopoli, e a seguire la questione sotto il profilo politico, il Sindaco ha voluto designare, con apposita delega, il consigliere comunale avv. Sergio Marasciulo.
Invece, dopo che l’ARO è stata commissariata per “inerzia”, il Comune di Monopoli, ancora capofila e ancora l’unico ad avere problemi di urgenza, ha accettato passivamente tutte le proposte standard formulate dal Commissario regionale, senza proporre le necessarie modifiche al bando e al capitolato d’appalto, pur possibili (bastava approvarle, appunto, in sede di ARO). Tutto ciò nonostante che il movimento “manisporche”, sia in Commissione Ambiente sia attraverso un successivo comunicato stampa, perfettamente in tempo per modificarne la struttura, avesse denunciato quanto il bando in via di approvazione fosse sostanzialmente sfavorevole al Comune di Monopoli (che subirà una dinamica di costi penalizzante rispetto agli altri Comuni dell’ARO) e quanto lo stesso bando fosse molto “fragile”, in quanto si sarebbe prestato facilmente a ricorsi per indeterminatezza.
Ma siamo rimasti totalmente inascoltati (eppure questa stessa storia, bando di gara “pedestre” e allarme tempestivo quanto inascoltato di “manisporche”, si era già ripetuta nel precedente bando vinto dalla Ditta Aimeri).
Accade così (maledetta sfortuna) che la partenza del servizio, pur assegnato in via definitiva a fine novembre scorso, venga bloccato per un ricorso al TAR della seconda classificata. E non è detto che sia finita qui.
Sfortuna o colpevolissima superficialità? Forse i cittadini ora cominciano a capire come stanno le cose…

Quattro “nodi” per la città di Monopoli

Piazza XX Settembre, l’Autosilo di Via Marconi, la Casina del Serpente e l’Area Portuale: le pericolose mancanze dell’Amministrazione Romani

Conferenza stampa del 6 ottobre 2015

Un momento della conferenza stampa del movimento manisporche del 6 ottobre 2015

Martedì 6 ottobre 2015 siamo stati costretti, nuovamente, ad indire una conferenza stampa per affrontare diversi argomenti, di ampio respiro, che nel medio-lungo termine influenzeranno in maniera negativa la crescita della città.

Le responsabilità sono di un’Amministrazione comunale che continua ad andare avanti per la propria strada senza alcun confronto. Alcune questioni sono ormai vicine alla conclusione, e rappresentano errori strategici pericolosi per lo sviluppo futuro della città. La regia delle operazioni è sempre affidata ai privati, e l’amministrazione non interviene per tutelare gli interessi pubblici che ne fanno parte.

PIAZZA XX SETTEMBRE. Sembra che si stia sbloccando l’iter che porterà allo spostamento dei commercianti da Via Vittorio Veneto a Largo Fontanelle. Ci siamo espressi diverse volte sul ripristino di un mercato storico, quello di Piazza XX Settembre, secondo i nuovi parametri igienico-sanitari. Dopo aver gettato sul lastrico almeno cinque famiglie, l’Amministrazione si prende la responsabilità di riallocarli in Largo Fontanelle, scelta che non cambierà per nulla il destino di queste famiglie. Se, fra qualche mese, questa previsione sarà confermata, saremo i primi a chiedere le dimissioni dell’Assessore Campanelli.

Piazza XX Settembre

AUTOSILO DI VIA MARCONI. Anche in questo caso, il consiglio comunale che sancirà l’avvio della procedura per la realizzazione di un autosilo di quattro piani è ormai prossimo. Denunciamo la debolezza dell’Amministrazione nel gestire il rapporto con i privati, ma anche una serie di notevoli rischi progettuali.Non solo ci si dimentica dell’accesso al Parco Lama Belvedere e della situazione di rischi idraulici legati al Torrente Ferraricchio ma anche dell’attuale cattiva viabilità davanti all’ingresso dell’ospedale, che diverrebbe irrisolvibile se non la si affronta prima dell’intervento privato.
Per non parlare dell’impatto di un autosilo alto quattro piani, e di un fabbisogno di oltre 200 parcheggi in una sola ubicazione. L’anno scorso, in una conferenza stampa, avevamo dimostrato come fosse possibile ridistribuire i parcheggi in diversi punti della città, senza concentrarli in uno solo.

l'autosilo di Via Marconi

CASINA DEL SERPENTE. Un’altra situazione abbastanza grave, il cui iter è un po’ più indietro. Anche la Casina del Serpente denuncia una carenza della politica, dalla gestione delle volumetrie, al mancato sfondamento di Via Cialdini. Lo spostamento della volumetria esistente al centro della strada, per consentire lo sfondamento di via Cialdini, va indicato già nella planimetria della proposta di accordo (anche se non fa parte dello stesso) quale espressione della volontà del Consiglio di andare in tale direzione. Poi andrebbe aggiunto che i restanti volumi residenziali comunali potrebbero essere dislocati altrove, prima della loro alienazione, consentendo di realizzare in quella sede un altro parcheggio multipiano pubblico. Anche in questo caso, stiamo perdendo un’opportunità per modificare in senso positivo una delle ultime aree strategiche della città.

Casina del Serpente

AREA PORTUALE. L’area della ex cementeria è prevalentemente pubblica (circa sette ettari, tra preesistenti superfici comunali, cessioni previste e demanio, a fronte di due soli ettari di suolo privato), ed è uno snodo fondamentale tra città e porto. Il porto ha una valenza economica e produttiva fortissima per Monopoli. Per ridisegnare l’area di snodo sono stati individuati (dal privato) due architetti di fama internazionale. Eppure i progetti sono noti a tutti gli enti, ma ignoti alla città. La principale preoccupazione dell’Amministrazione sembra quella di far mettere d’accordo Privati e Autorità portuale stravolgendo, se necessario, anche l’intero equilibrio dell’Area portuale.
L’equilibrio che andrebbe trovato, invece, dovrebbe contemperare l’interesse pubblico e quello privato, cosa ora impossibile perché la città non ha nessuna voce in capitolo e il Comune sembra totalmente disinteressato a guardare le cose con lo sguardo della città. Così, un’area strategica rischia di essere mortificata non solo nella sua conformazione urbana ma anche nella sua stessa multiforme essenza economica e produttiva.

Area portuale

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Monopoli e il futuro del suo porto

Il processo di riqualificazione “schiacciato” tra interessi privati e lassismo politico

Una veduta dell'area dell'ex-cementeria

Da oltre mezzo secolo i monopolitani attendono di riappropriarsi della vasta area nord del porto, sede storica di importanti insediamenti industriali ormai dismessi.

Nel 2010, con l’approvazione del nuovo Piano urbanistico, pur di sbloccare la situazione e far tornare la zona portuale a disposizione della città, sono stati elargiti alla Italcementi, proprietaria della più consistente area privata presente intorno al porto, sconsiderati diritti edificatori. Successivamente Italcementi vende l’area, rivalutata dal PUG, alla società Solemare.

Oggi si parla dell’urbanizzazione di un’area cerniera di snodo tra il porto e la città. Un’area prevalentemente pubblica di circa sette ettari, tra preesistenti superfici comunali, cessioni previste e demanio, a fronte di due soli ettari di suolo privato. Queste le proporzioni in gioco.

Cosa fa il Sindaco Romani? Demanda, di fatto, al privato la regia dell’intero percorso progettuale.

Così diventa esclusiva del privato la scelta del progettista, la redazione del piano urbanistico esecutivo, e persino la proposta delle aree da cedere al Comune. E quando, pochi giorni fa, l’architetto Oriol Capdevila, designato dalla società Solemare, ha mostrato al Sindaco e ai responsabili della Ripartizione Tecnica la sua ipotesi progettuale, l’ing. Emilio Romani decide di non prenderla in consegna e suggerisce di dirottare la pratica direttamente all’Autorità Portuale del Levante per il parere preventivo. Anteponendo tale Ente a tutti gli altri protagonisti del processo pianificatorio, lascia all’oscuro gli operatori portuali, i cittadini, il Consiglio comunale e la sua stessa maggioranza. Come se la sua unica preoccupazione fosse l’accordo tra Autorità portuale e Società Solemare. In barba ai tanto calpestati regolamenti regionali sulla partecipazione e in assoluta anarchia da qualsiasi provvedimento legislativo.

Tutto questo nonostante la città, attraverso le sue realtà di cittadinanza attiva e le sue competenze diffuse, si sia mossa fin dall’inizio per offrire indicazioni, suggerimenti e quanto fosse utile a un dialogo fruttuoso con l’Amministrazione, il privato e la stazione di progettazione.

Ma, in cauda venenum, l’architetto Oriol Capdevila è il progettista anche della parte pubblica del porto o solo di quella privata? In questa seconda ipotesi, chi lo sta affiancando per conto della collettività? Nel caso contrario, perché la città non è il primo interlocutore dell’architetto spagnolo? Infine ci domandiamo: perché a casa nostra comandano tutti tranne i monopolitani, nonostante e/o a causa dell’arroganza del primo cittadino? Usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? …anche la pazienza dei tranquilli cittadini potrebbe esaurirsi!