Il Territorio

Verde   –   Mobilità   –   Manutenzione

Valorizzare il verde urbano (ville, viali, giardini e parchi) al fine di migliorare la vivibilità dei quartieri, con particolare attenzione agli aspetti naturalistici delle lame e dei loro sbocchi al mare.

Rivitalizzare la macchia mediterranea del gradino premurgiano (Monte S. Nicola, Monte Monsignore).

Redigere il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums).

Ridefinire la viabilità dolce e veloce in ambito urbano (centro “murattiano”, porto, lungomare) con la creazione di un terminal nell’area delle Casermette (a monte della stazione
ferroviaria), comprendente: stazione pulman di linea, scambio treno-pulman-auto-bicicletta; parcheggio automobili, ciclomotori e biciclette; Centro servizi.

Revisionare il Piano della manutenzione del verde e delle opere pubbliche.

Il Mare

Litoranea   –   Porto   –   Capitolo

Riorganizzare le aree portuali (comunali e demaniali): schema di assetto dell’area P1 (porto attuale) e dell’area P2 (zona ex Clio), contemperando le richieste dei privati con l’interesse pubblico.

Progettazione da parte dell’Amministrazione dell’area portuale di proprietà comunale (circa 2 ettari e mezzo).

Sinergia con l’Autorità portuale e il Demanio per la redazione del nuovo Piano regolatore portuale.

Rilanciare la zona turistico-balneare del Capitolo, creando un viale alberato
ciclo-pedonale, in sostituzione dell’attuale litoranea carrabile e riorganizzando la rete viaria e i parcheggi. Realizzare un polo civico di contrada con funzioni specifiche di coordinamento delle iniziative ecologico-culturali, sportivo-ricreative ed eno-gastronomiche.

Maledetta sfortuna

Il surreale comunicato del Sindaco sulla mancata bandiera blu… e sui rifiuti

cassonetti rifiuti

Non si può non rimanere sbigottiti di fronte al comunicato del sindaco Emilio Romani sulla questione “bandiera blu” a Monopoli, nel quale si intende scaricare su altri soggetti istituzionali le proprie responsabilità in tema di raccolta dei rifiuti, la quale, a sua volta, avrebbe determinato il mancato ottenimento del riconoscimento della Fondazione Fee.
Partiamo dalla coda: la raccolta differenziata porta a porta sarebbe già dovuta partire a Monopoli da molto tempo e non solo per permettere alla città di ottenere altre “bandiere blu” ma, soprattutto, per ridare alla città una dignità e un decoro che oggi, con le percentuali ridicole di cui dispone, non ha. E, inoltre, per evitare che ulteriori aggravi, derivanti dall’aumento dell’ecotassa, vengano presto a ricadere sulle spalle dei cittadini.
Precisiamo, inoltre, che Monopoli non era un Comune qualunque di una vastissima ARO (Ambito di Raccolta Ottimale), ma il Comune capofila di una ARO (la BA_8 appunto) formata da soli quattro comuni (Monopoli, Polignano a Mare, Conversano e Mola di Bari), di cui l’unico Comune interessato a muoversi con una certa fretta per risolvere i propri problemi contrattuali… era proprio Monopoli!
Che avrebbe dovuto, dunque, spingere il tavolo e proporre le soluzioni ideali per affrontare la questione in modo rapido ed efficace. Non a caso, a capo dell’ARO, era stato posto l’ing. Pompeo Colacicco, allora dirigente del Comune di Monopoli, e a seguire la questione sotto il profilo politico, il Sindaco ha voluto designare, con apposita delega, il consigliere comunale avv. Sergio Marasciulo.
Invece, dopo che l’ARO è stata commissariata per “inerzia”, il Comune di Monopoli, ancora capofila e ancora l’unico ad avere problemi di urgenza, ha accettato passivamente tutte le proposte standard formulate dal Commissario regionale, senza proporre le necessarie modifiche al bando e al capitolato d’appalto, pur possibili (bastava approvarle, appunto, in sede di ARO). Tutto ciò nonostante che il movimento “manisporche”, sia in Commissione Ambiente sia attraverso un successivo comunicato stampa, perfettamente in tempo per modificarne la struttura, avesse denunciato quanto il bando in via di approvazione fosse sostanzialmente sfavorevole al Comune di Monopoli (che subirà una dinamica di costi penalizzante rispetto agli altri Comuni dell’ARO) e quanto lo stesso bando fosse molto “fragile”, in quanto si sarebbe prestato facilmente a ricorsi per indeterminatezza.
Ma siamo rimasti totalmente inascoltati (eppure questa stessa storia, bando di gara “pedestre” e allarme tempestivo quanto inascoltato di “manisporche”, si era già ripetuta nel precedente bando vinto dalla Ditta Aimeri).
Accade così (maledetta sfortuna) che la partenza del servizio, pur assegnato in via definitiva a fine novembre scorso, venga bloccato per un ricorso al TAR della seconda classificata. E non è detto che sia finita qui.
Sfortuna o colpevolissima superficialità? Forse i cittadini ora cominciano a capire come stanno le cose…