Comunicato stampa del 25 dicembre 2012

Il movimento manisporche, dopo oltre tre mesi di partecipazione al tavolo politico del centrosinistra, prende atto dellʼimpossibilità di portare il dibattito sulle scelte

progettuali, sui programmi e sugli scenari amministrativi di governo, quali elementi inscindibilmente collegati alla scelta del candidato sindaco.
Perciò decide di ritirarsi dal tavolo della trattativa politica, torna a impegnare le sue energie nella formulazione di proposte concrete da offrire allʼintelligenza e alla
fantasia dei monopolitani e resta in posizione di osservatore esterno pronto a valutare il contesto politico che verrà a formarsi.
Per spiegare meglio i motivi della nostra delusione e delle nostre scelte, vogliamo ricordare che allʼinizio di settembre il movimento manisporche accettò lʼinvito dei
partiti della coalizione di centrosinistra a partecipare alle trattative per lʼindividuazione di un candidato unitario da presentare alle elezioni. Allo stesso tempo riteneva utile partecipare agli incontri politici organizzati dal movimento Impegno per Monopoli, dʼispirazione liberale.
A entrambi i tavoli lʼobiettivo ambizioso di manisporche, reso esplicito fin dal primo momento, era collegare il dibattito sul nome del candidato sindaco alle scelte
progettuali, alle visioni di futuro di una coalizione coesa finalmente vicina alle preoccupazioni autentiche della gente.
Il dibattito, invece, si è incentrato esclusivamente sul nome del candidato sindaco e ha paralizzato per settimane il tavolo politico, impedendo qualsiasi allargamento dei temi trattati. E anche sul piano strettamente elettorale, ci siamo accorti che la ricerca di un candidato unico non era, da parte di alcuni, né convinta né efficace.
Manisporche insisteva per la creazione di un fronte unitario e per ottenere questo risultato accantonava lʼipotesi di un accordo con il movimento Impegno per Monopoli, che avrebbe rischiato di escludere altri partiti di sinistra. Invece di accogliere il gesto come dimostrazione di lealtà politica, qualcuno si è machiavellicamente e previamente affrettato, nell’intento di boicottare ogni soluzione unitaria, ad accusare manisporche di voler distruggere il centrosinistra. Accuse inaccettabili, visto il nostro trasparente e, lo ribadiamo, leale, percorso di questi mesi.
A quel punto i nomi si potevano e si possono ancora trovare. Ma il Partito Democratico, quando ha capito che non poteva imporre la propria volontà sugli altri, ha scritto la parola fine su ogni tipo di trattativa trincerandosi dietro la necessità delle primarie. Ma chi vuole davvero le primarie a Monopoli? Una sparuta minoranza di
soggetti del centrosinistra. Cosa rischiamo con le primarie? Di dividere il centrosinistra, invece di unirlo. Eravamo nati per raggiungere esattamente il risultato
opposto. Perciò abbandoniamo questo scenario da vecchia politica e continuiamo a lavorare come laboratorio della buona politica legata alle idee e alla pianificazione
integrata, sperando che la situazione si chiarisca e si rassereni.

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