Intervento del rappresentante di Manisporche sulle Linee Programmatiche di Mandato del Sindaco

“Presidente, Sindaco e Assessori, Consiglieri e Cittadini,
noi riteniamo che la definizione delle Linee Programmatiche rappresenti uno dei momenti più importanti dell’intera Consiliatura. Per questo ci sentiamo oltremodo feriti dalle parole vuote e dalle finte proposte avanzate strumentalmente nei giorni scorsi.

Signor Sindaco, noi ci avevamo creduto.Preoccupati per le sorti di una città che ha un disperato bisogno di organizzare e di indirizzare le sue risorse e le sue energie secondo una visione organica e lungimirante, per un momento, abbiamo creduto che lei volesse davvero cambiare registro e metodo. Le sue aperture alla minoranza “prima sui contenuti e le idee poi sulle deleghe e le poltrone”, così ci disse, ci ha fatti illudere che volesse fare sul serio. Pochi giorni e poi è emersa la verità, in tutta la sua crudezza.

Mentre noi attendevamo la convocazione a un tavolo delle idee (mai avvenuta), lei non solo ha sistemato i suoi equilibri interni di potere, coinvolgendo sulle poltrone, e solo su quelle, colleghi della minoranza troppo esperti di politica per non capire ciò che stanno facendo, ma ha voluto prendersi anche il lusso di chiedere un apporto sulle “linee programmatiche di mandato” a tutti i cittadini. Incredibile. Lei ha chiesto a ogni singolo cittadino di suggerirle per iscritto idee sulle strategie di sviluppo del territorio. Quale altissima considerazione nei confronti dei monopolitani!  E pensare che per i 5 anni del suo precedente mandato non li ha coinvolti mai in alcuna decisione sui grandi progetti o le grandi questioni della città, dalla demolizione della cementeria alla svendita di aree e fabbricati pubblici; dall’assetto delle aree portuali alla definizione del contratto per la gestione di rifiuti solidi urbani, fino ai temi etici.
Oggi, 30 luglio 2013, ogni cittadino ha avuto qualche giorno per contribuire a una visione strategica dello sviluppo del nostro territorio. Geniale! Di fatto non ha aperto alcun tavolo per raccogliere le proposte di chi, da anni, sta dedicando al tema tempo ed energie. Contemporaneamente, a parole, mette a disposizione la sua posta elettronica al contributo fulmineo dei suoi cittadini.
Signor Sindaco, non si fa così.

Abbiamo cercato comunque di confrontarci con le sue linee programmatiche inviateci 48 ore fa.   Al di là di alcune determinazioni e di molte buone intenzioni non esiste alcuna visione d’insieme, non vi è alcuno sforzo a pianificare lo sviluppo del territorio o a dare un indirizzo unitario e condiviso. Condivisione, come partecipazione, sono parole che lei Signor Sindaco sta usando solo da poche settimane e noi vogliamo sperare che finalmente le usi per costruire qualcosa e non, come è avvenuto in queste ore, solo per distruggere qualcuno.

Se lei avesse aperto il tavolo delle idee, avremmo potuto parlare di centro direzionale integrato, uno strumento in grado di coniugare risorse, intra ed extra comunali, pubbliche e private, e iniziative imprenditoriali, per offrire visioni e orizzonti economici ai nostri agricoltori, ai nostri pescatori, ai nostri artigiani e commercianti, ai nostri operatori turistici. Siamo qui invece a parlare di un insieme di idee, slegate tra loro, senza una ratio unitaria che le motivi e le necessiti. A quel tavolo le avremmo parlato dell’importanza di creare un assessorato specifico che coadiuvasse questo impegnativo processo di rinascita e di sviluppo. Un assessorato alla pianificazione integrata. Un assessorato collegato alla ripartizione dello sviluppo locale. Un assessorato con portafoglio. Un assessorato, ci passi l’immagine poetica, al futuro di monopoli con scelte e ricadute importanti sull’oggi e in ogni ambito produttivo.

Invece siamo qui ad approvare la lista della spesa del Comune per i prossimi 5 anni, mentre il presente bussa con forza, con legittima prepotenza alle porte del palazzo di Città. Ne è un esempio significativo la sofferenza di quanti, in questi giorni e stasera in quest’Aula, stanno vivendo le difficoltà legate alla necessaria redistribuzione degli Istituti scolastici nei relativi edifici, dovuta all’inagibilità della Scuola Modugno. Fino alla settimana scorsa la soluzione prevalente sacrificava pesantemente il Liceo Artistico, oggi una nuova ipotesi, anch’essa imposta dall’alto, sembra penalizzare a più livelli l’Istituto Tecnico Economico. Perché non si sono subito sviscerate tutte le opzioni e le difficoltà conseguenti a ogni spostamento così da enucleare la soluzione meno dannosa e più percorribile nell’interesse generale? Queste oscillazioni nelle scelte, nelle quali emergono di volta in volta le ragioni di ognuno, sono il segno evidente della sua scarsa dimestichezza con la prassi della partecipazione e dell’ascolto. Mi fermo a questo esempio ma potrei farne tanti altri.

Signor Sindaco, glielo ripetiamo ormai da oltre 5 anni, promuova un processo partecipativo sulle grandi scelte della città e sui problemi che l’assillano, allora  potrà riceverne merito per l’attuale e le future generazioni. Fino ad allora è impossibile dare il nostro appoggio a una visione anacronistica vecchia e asfittica. Lo scorso Consiglio lei ha dichiarato di voler “volare alto”. Ogni sfida in altezza ci troverà sempre disponibili. Ma ora, per carità, non ci chieda di fare i polli”.

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