Ambiente

Il punto di partenza è stato quello di dare uno sguardo d’insieme su Monopoli apparsa come una città “stupidamente brutta”, in stridente contrasto col suo tessuto urbano e il suo territorio  di una bellezza naturalistica, ambientale, storica e urbanistica, debordante e originale.

Sono state prese in esame le sue caratteristiche precipue. Al suo interno troviamo il porto, il centro medievale e quello ottocentesco, e poi le lame che l’attraversano e il mare che la bagna. All’esterno ci imbattiamo nella piana degli uliveti secolari segnata dai solchi delle lame, dalle masserie, dai muri a secco, e racchiusa a nord-est da una bassa costa frastagliata, ricca di piccole calette sabbiose, e a sud-ovest dal  gradino pre-murgiano, un salto repentino di quota del suolo, fino a 250 metri, tutto a macchia mediterranea, un punto di osservazione spettacolare sulla pianura ulivetata e sul mare. Oltre il gradino vediamo le colline dei mandorli e dei ciliegi alternate agli orti e agli appezzamenti di terreno dediti a piccoli e medi allevamenti. Puntellano la campagna numerose aziende agricole che resistono alla globalizzazione e i boschi di querce e carrubi che resistono all’uomo. Davvero un territorio “unico”!

All’unanimità si è deciso di pensare ad un progetto che organizzi tale patrimonio in un sistema integrato produttivo e ambientale, culturale e turistico che coinvolga città e campagna. La Bellezza diviene condizione indispensabile per lo sviluppo produttivo del territorio.

Priorità irrinunciabili per una pianificazione adeguata alle esigenze della città sono la riorganizzazione del porto, la dotazione di servizi e spazi pubblici, del verde, di contenitori culturali e sociali, di una rete infrastrutturale che privilegi la mobilità sostenibile.

coordinatori: Angelo Papio e Franco Longano


Prossimi incontri:
I gruppi si incontrano tutti i martedì alle ore 19.00
nelle aule al primo piano della Parrocchia del Carmine