Quattro “nodi” per la città di Monopoli

Piazza XX Settembre, l’Autosilo di Via Marconi, la Casina del Serpente e l’Area Portuale: le pericolose mancanze dell’Amministrazione Romani

Conferenza stampa del 6 ottobre 2015

Un momento della conferenza stampa del movimento manisporche del 6 ottobre 2015

Martedì 6 ottobre 2015 siamo stati costretti, nuovamente, ad indire una conferenza stampa per affrontare diversi argomenti, di ampio respiro, che nel medio-lungo termine influenzeranno in maniera negativa la crescita della città.

Le responsabilità sono di un’Amministrazione comunale che continua ad andare avanti per la propria strada senza alcun confronto. Alcune questioni sono ormai vicine alla conclusione, e rappresentano errori strategici pericolosi per lo sviluppo futuro della città. La regia delle operazioni è sempre affidata ai privati, e l’amministrazione non interviene per tutelare gli interessi pubblici che ne fanno parte.

PIAZZA XX SETTEMBRE. Sembra che si stia sbloccando l’iter che porterà allo spostamento dei commercianti da Via Vittorio Veneto a Largo Fontanelle. Ci siamo espressi diverse volte sul ripristino di un mercato storico, quello di Piazza XX Settembre, secondo i nuovi parametri igienico-sanitari. Dopo aver gettato sul lastrico almeno cinque famiglie, l’Amministrazione si prende la responsabilità di riallocarli in Largo Fontanelle, scelta che non cambierà per nulla il destino di queste famiglie. Se, fra qualche mese, questa previsione sarà confermata, saremo i primi a chiedere le dimissioni dell’Assessore Campanelli.

Piazza XX Settembre

AUTOSILO DI VIA MARCONI. Anche in questo caso, il consiglio comunale che sancirà l’avvio della procedura per la realizzazione di un autosilo di quattro piani è ormai prossimo. Denunciamo la debolezza dell’Amministrazione nel gestire il rapporto con i privati, ma anche una serie di notevoli rischi progettuali.Non solo ci si dimentica dell’accesso al Parco Lama Belvedere e della situazione di rischi idraulici legati al Torrente Ferraricchio ma anche dell’attuale cattiva viabilità davanti all’ingresso dell’ospedale, che diverrebbe irrisolvibile se non la si affronta prima dell’intervento privato.
Per non parlare dell’impatto di un autosilo alto quattro piani, e di un fabbisogno di oltre 200 parcheggi in una sola ubicazione. L’anno scorso, in una conferenza stampa, avevamo dimostrato come fosse possibile ridistribuire i parcheggi in diversi punti della città, senza concentrarli in uno solo.

l'autosilo di Via Marconi

CASINA DEL SERPENTE. Un’altra situazione abbastanza grave, il cui iter è un po’ più indietro. Anche la Casina del Serpente denuncia una carenza della politica, dalla gestione delle volumetrie, al mancato sfondamento di Via Cialdini. Lo spostamento della volumetria esistente al centro della strada, per consentire lo sfondamento di via Cialdini, va indicato già nella planimetria della proposta di accordo (anche se non fa parte dello stesso) quale espressione della volontà del Consiglio di andare in tale direzione. Poi andrebbe aggiunto che i restanti volumi residenziali comunali potrebbero essere dislocati altrove, prima della loro alienazione, consentendo di realizzare in quella sede un altro parcheggio multipiano pubblico. Anche in questo caso, stiamo perdendo un’opportunità per modificare in senso positivo una delle ultime aree strategiche della città.

Casina del Serpente

AREA PORTUALE. L’area della ex cementeria è prevalentemente pubblica (circa sette ettari, tra preesistenti superfici comunali, cessioni previste e demanio, a fronte di due soli ettari di suolo privato), ed è uno snodo fondamentale tra città e porto. Il porto ha una valenza economica e produttiva fortissima per Monopoli. Per ridisegnare l’area di snodo sono stati individuati (dal privato) due architetti di fama internazionale. Eppure i progetti sono noti a tutti gli enti, ma ignoti alla città. La principale preoccupazione dell’Amministrazione sembra quella di far mettere d’accordo Privati e Autorità portuale stravolgendo, se necessario, anche l’intero equilibrio dell’Area portuale.
L’equilibrio che andrebbe trovato, invece, dovrebbe contemperare l’interesse pubblico e quello privato, cosa ora impossibile perché la città non ha nessuna voce in capitolo e il Comune sembra totalmente disinteressato a guardare le cose con lo sguardo della città. Così, un’area strategica rischia di essere mortificata non solo nella sua conformazione urbana ma anche nella sua stessa multiforme essenza economica e produttiva.

Area portuale

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