Monopoli e il futuro del suo porto

Il processo di riqualificazione “schiacciato” tra interessi privati e lassismo politico

Una veduta dell'area dell'ex-cementeria

Da oltre mezzo secolo i monopolitani attendono di riappropriarsi della vasta area nord del porto, sede storica di importanti insediamenti industriali ormai dismessi.

Nel 2010, con l’approvazione del nuovo Piano urbanistico, pur di sbloccare la situazione e far tornare la zona portuale a disposizione della città, sono stati elargiti alla Italcementi, proprietaria della più consistente area privata presente intorno al porto, sconsiderati diritti edificatori. Successivamente Italcementi vende l’area, rivalutata dal PUG, alla società Solemare.

Oggi si parla dell’urbanizzazione di un’area cerniera di snodo tra il porto e la città. Un’area prevalentemente pubblica di circa sette ettari, tra preesistenti superfici comunali, cessioni previste e demanio, a fronte di due soli ettari di suolo privato. Queste le proporzioni in gioco.

Cosa fa il Sindaco Romani? Demanda, di fatto, al privato la regia dell’intero percorso progettuale.

Così diventa esclusiva del privato la scelta del progettista, la redazione del piano urbanistico esecutivo, e persino la proposta delle aree da cedere al Comune. E quando, pochi giorni fa, l’architetto Oriol Capdevila, designato dalla società Solemare, ha mostrato al Sindaco e ai responsabili della Ripartizione Tecnica la sua ipotesi progettuale, l’ing. Emilio Romani decide di non prenderla in consegna e suggerisce di dirottare la pratica direttamente all’Autorità Portuale del Levante per il parere preventivo. Anteponendo tale Ente a tutti gli altri protagonisti del processo pianificatorio, lascia all’oscuro gli operatori portuali, i cittadini, il Consiglio comunale e la sua stessa maggioranza. Come se la sua unica preoccupazione fosse l’accordo tra Autorità portuale e Società Solemare. In barba ai tanto calpestati regolamenti regionali sulla partecipazione e in assoluta anarchia da qualsiasi provvedimento legislativo.

Tutto questo nonostante la città, attraverso le sue realtà di cittadinanza attiva e le sue competenze diffuse, si sia mossa fin dall’inizio per offrire indicazioni, suggerimenti e quanto fosse utile a un dialogo fruttuoso con l’Amministrazione, il privato e la stazione di progettazione.

Ma, in cauda venenum, l’architetto Oriol Capdevila è il progettista anche della parte pubblica del porto o solo di quella privata? In questa seconda ipotesi, chi lo sta affiancando per conto della collettività? Nel caso contrario, perché la città non è il primo interlocutore dell’architetto spagnolo? Infine ci domandiamo: perché a casa nostra comandano tutti tranne i monopolitani, nonostante e/o a causa dell’arroganza del primo cittadino? Usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? …anche la pazienza dei tranquilli cittadini potrebbe esaurirsi!

Monopoli e i rifiuti dell’ARO BA/8… nuovi guai in arrivo

I quattro comuni dell'ARO BA/8

I quattro comuni che fanno parte dell’ARO BA/8, commissariata dalla Regione Puglia: Monopoli, Polignano a Mare, Mola di Bari e Conversano.

Monopoli ha la quasi certezza di essere fortemente penalizzata dal nuovo Piano Integrato per la raccolta e il trasporto dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU). Sia in termini assoluti, in rapporto al costo unitario per ciascun servizio, sia in termini relativi a causa della conseguente sperequazione che si creerà nei confronti degli altri tre comuni dell’ARO BA/8 e che, quasi certamente, si protrarrà per sempre. Se ne è avuta definitiva contezza durante l’incontro che una delegazione di manisporche ha avuto, la scorsa settimana in Regione, con il Commissario Giovanni Campobasso.

Questo problema, però, sembra non interessare nessuno. Non interessa, per mandato, lo stesso Commissario Regionale (nel suo ruolo risponde solo di tempi e procedure) e sembra non interessare, ragionevolmente, i Comuni di Polignano a Mare, Conversano e Mola di Bari (sono anni che, pur tra diversi distinguo, verificano e ottimizzano i costi-benefici del proprio servizio di raccolta, trasporto e smaltimento RSU).

Purtroppo per i cittadini monopolitani tale situazione sembra non interessare – e questa sì è cosa gravissima – neanche il Sindaco, Emilio Romani, e neanche il suo delegato al ramo, Sergio Marasciulo, che si comportano come se fossero totalmente ignari delle proprie responsabilità di amministratori della città di Monopoli (peraltro città capofila dell’ARO BA/8) e  continuano da anni, con l’insolenza delle parole e dei comportamenti, a sospingerci all’indietro sulla questione rifiuti, facendoci precipitare, per costi e quallità del servizio, agli ultimi posti in Puglia. Eppure, questa volta, il Comune di Monopoli aveva in mano tutti gli strumenti per intervenire, proprio attraverso la presidenza dell’ARO. E presto giungerà anche la stangata dell’ecotassa.

Tanto alla fine pagano i cittadini!

 

RSU: Monopoli torni protagonista delle proprie scelte

Il Consigliere Marasciulo ha dichiarato: “… prima di diffondere giudizi a dir poco opinabili circa l’operato altrui, sarebbe stato opportuno, da parte dell’egregio consigliere Papio, una approfondita verifica circa il lavoro svolto dal sottoscritto, consigliere delegato e da Emilio Romani, sindaco capofila, al quale va dato atto di aver impresso, nelle assemblee tenutasi con i sindaci dei Comuni costituenti l’Ambito di Raccolta Ottimale Bari 8, una forte accelerata per la definizione del nuovo contratto integrato“.

Informiamo il Consigliere Marasciulo che manisporche, anziché crogiolarsi nei ruoli e nonostante il ristrettissimo margine di tempo a disposizione, dopo un approfondito incontro con il Dirigente comunale, ing. Pompeo Colacicco lo scorso sabato 14 marzo, due giorni dopo ha presentato le proprie osservazioni tecniche alla bozza del Capitolato d’Appalto per l’aggiudicazione del nuovo Servizio per la raccolta RSU nell’Ambito ARO BA/8 durante l’incontro della V Commissione consiliare. Inoltre ha inviato la stessa documentazione al Commissario regionale, dott. Giovanni Campobasso, che a Sua volta l’ha trasmessa al CONAI per le proprie considerazioni.

Al netto delle osservazioni di dettaglio, il documento di manisporche denunciava la debolezza strutturale del Capitolato in stesura, il quale non definendo i parametri dell’appalto (quantità e prezzi unitari di ogni tipologia di servizio) rimanda alle imprese partecipanti al bando il compito di trasformare uno studio di fattibilità in un progetto esecutivo, provocando notevoli difficoltà nel definire il vincitore e creando un’irreparabile sperequazione dei costi dell’appalto tra i Comuni dell’ARO BA/8, conseguente alla mancata omogeneizzazione degli stessi costi posti a base d’asta.

La nostra risposta sta nei fatti. Senza un intervento pesante di manisporche nella Commissione dello scorso lunedì 16 marzo, per le pressioni del partito del “fare” si sarebbe approvato velocemente, senza neanche discuterlo, un bando “colabrodo” le cui scelte strategiche rispetto alle esigenze territoriali spettano, comunque e sempre, ai Comuni e non al Commissario. Inoltre come può, il delegato Marasciulo, parlare di mistificazione della realtà se l’ARO BA/8 presieduta dal Sindaco Romani, è stata commissariata per non aver prodotto nulla dei compiti a lui demandati?

Abbiamo fermato la giostra e riaperto la discussione, scoprendo non solo che i termini imposti dalla Regione non sono così “urgenti” come pareva in Commissione, ma che è ancora possibile ridiscutere la base stessa del Capitolato. Un onere che questa Amministrazione, politicamente, evidentemente non vuole o non è in grado di prendersi.

E abbiamo anche verificato, come richiesto, la quantità del lavoro svolto sul tema dal Sindaco Romani e dal consigliere delegato Marasciulo: zero.